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ESITO  CONCORSO  PHOTOMAARC  2026

QUINTA EDIZIONE 

          1925>1945 I LUOGHI DELL'EDUCAZIONE

PRIMO PREMIO

fotografo: Nicola Colella (Milano)
Adria (BT) - Casa della Gil oggi Collegio Navale "Nicolò Tommaseo" (1934-1937)
arch. Gaetano Minnucci

Si rileva una notevole chiarezza compositiva nella relazione tra architettura ed elementi urbani e con la presenza umana che attiva la scena come dispositivo teatrale. Particolarmente significativa la resa della luce invernale meridionale, rara nella fotografia corrente, capace di restituire con precisione la latitudine del contesto.

SECONDO PREMIO

fotografo: Andrea Carusi (Pescara)
L'Aquila: Casa della Giovane Italiana oggi GSSI Gran Sasso Science Istitute (1934-1936)
ing. Achille Pintonello

La rigorosa inquadratura dell’edificio mette efficacemente in risalto i suoi volumi, evidenziati ulteriormente dalla scarsità di dettagli laterali. Ne deriva una sensazione di forza contenuta severa nella sua essenzialità, ma elegante nella coerenza e nella proporzione dei volumi. In primo piano, lo spigolo arrotondato è il soggetto della fotografia e crea una  stondatura, che suggerisce leggerezza e “ammorbidisce” la rigidità delle linee rette rendendo dinamica la percezione complessiva della struttura. È chiaramente leggibile la sequenza dei blocchi che costituiscono l’edificio.

La scelta dell’edificio stesso risulta appropriata e coerente con il tema proposto.

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TERZO PREMIO

fotografo: Claudio Zanirato (Bologna)
Rimini: Scuola Marittima "Luigi Rizzo" oggi Campus di Rimini dell'Università di Bologna (1938-1940)
arch. Luigi Companini

Immagine divertente e curiosa, per la capacità dell’Autore di costruire una tensione silenziosa tra segno urbano e architettura. La severa massa muraria in laterizio viene alleggerita dalla presenza inattesa del cartello azzurro “AL MARE” e della scultura d’ancora, elementi che evocano un altrove e introducono una dimensione quasi narrativa. La luce piena del giorno modella pietra e mattoni, mentre le ombre stemperano la rigidità dell’impianto architettonico. Ne emerge un’immagine quieta e leggermente surreale, capace di raccontare una città fatta di edifici osservati con lentezza, spazi vuoti e piccoli dettagli che custodiscono storie silenziose. Il richiamo al mare non è geografico, ma evocativo: una promessa discreta, quasi una nostalgia trattenuta nello spazio urbano.

MENZIONE

fotografo: Maura Bartesaghi (Lurate Caccivio - Como)
Como: Asilo Sant'Elia (1934 - 1937)
arch. Giuseppe Terragni, ing. Renato Uslenghi

L’mmagine ha colpito per la sua capacità narrativa, mettendo in relazione il tessuto urbano, l'infanzia, la spontaneità di una situazione, con un edificio iconico scolastico del più grande maestro del razionalismo italiano Giuseppe Terragni. È interessante il gioco di piani che permette la, seppur parziale, lettura dell'edificio che si vede dietro i due bambini, mentre il movimento del monopattino che scorre verso sinistra (e ci fa immaginare la scena che stanno vedendo loro, dipinta sui loro volti) va nel verso opposto alla tensione percettiva che il gruppo di elementi orizzontali dello sfondo (marciapiede, transenne, finestratura) porta verso l'estremità destra dell'inquadratura, tenendo il tutto insieme.

MENZIONE

fotografo: Giada Catanoso (Modena)
Rimini: Scuola Marittima "Luigi Rizzo" oggi Campus di Rimini dell'Università di Bologna (1938-1940)
arch. Luigi Companini

Immagine interessante per la sensibilità espressiva dell'autrice. È riuscita a mettere in relazione la monumentalità dello stile Littorio, con la regolare cadenza dei pieni e vuoti, del ritmo tra elementi orizzontali lineari e aperture rigidamente delimitate da cornici, con due elementi tridimensionali facenti parte dell'arredo urbano che si trova a ridosso dell'edificio, instaurando una relazione con esso, quasi un timido accenno di dialogo. Le ombre si appoggiano delicatamente sulla pietra e sulla tessitura dei mattoni, stemperandone la stolida natura.

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MENZIONE

fotografo: Jacopo Rimedio (Grottaferrata - Roma)
Tresigallo (FE): Scuole Elementari oggi Scuole Elementari e Asilo "C. Forlanini" (1933 - 1935)
arch. Carlo Frighi

La scelta di utilizzare un leggero grandangolo ha permesso all'autore di enfatizzare la simmetria centrale dell'edificio, la cui composizione è impostata su un asse centrale rigoroso, dove un corpo centrale dominante si appoggia su ali laterali subordinate, permettendo allo stesso tempo di percepirne parzialmente i lati. La facciata leggermente curvilinea non è pertanto totalmente schiacciata bensì percepibile, e allo stesso tempo è molto più leggibile la distribuzione ritmica delle aperture (le finestre organizzate in sequenze lineari continue) e degli elementi verticali (le lesene, inserite in facciata come leggere sporgenze murarie, scandendo il ritmo del prospetto, e accentuando la verticalità che si contrappone all'orizzontalità delle serie di finestre). La scelta di fotografare in luce diffusa ha permesso di valorizzare l'intonaco uniforme, l'assenza quasi totale di ornamento e la riduzione cromatica, evidenziando il valore estetico di questo edificio che deriva da geometria, proporzione, luce, ombra.

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MENZIONE

fotografo: Federico Rinoldi (Udine)
Trieste: Università degli Studi (1938 - 1950)
arch. Raffaello Fagnoni, arch. Umberto Nordio

La fotografia di Federico Rinoldi è rigorosamente composta su una griglia di moduli rettangolari: 3 orizzontali e 7 verticali. La linea di orizzonte è posta a un terzo dalla base, la linea di gronda delle due ali dell’edificio a un terzo dalla sommità. I frontespizi delle ali misurano un modulo verticale e i loro spigoli esterni distano un ulteriore modulo verticale dai lati della fotografia. Conseguentemente, le proiezioni degli scorci delle gronde delle ali, oltre il punto di fuga, intercettano le intersezioni di 2 dei 7 moduli verticali con la base della fotografia. Sorprendentemente, anche le proiezioni degli scorci dei marcapiani delle ali intercettano le intersezioni dei moduli contigui con la base: la fotografia rivela con spiccata sensibilità (anche negli equilibri di luci e ombre) tracciati insospettabili nel disegno di Raffaello Fagnoni e Umberto Nordio per la sede dell’Università degli Studi di Trieste (1938-1950), integrandovi Rinoldi autentiche e nuove composizioni.

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